Evento del 13 giugno 2026
FORCONA: L’ECO DELLA CITTÀ MADRE - LUCI, STORIA E COMUNITÀ
Ci sono eventi che non si limitano a occupare una giornata di calendario, ma riescono a restituire senso ai luoghi, a ricucire legami, a trasformare spazi dimenticati in occasioni vive di incontro e consapevolezza.
È in questa prospettiva che si inserisce l’iniziativa “Forcona: l’eco della città madre – luci, storia e comunità”, svoltasi sabato 13 giugno 2026 nell’ambito delle Giornate Europee dell’Archeologia (GEA), in collaborazione con l’ABAP per le province di L’Aquila e Teramo e con l’Arcidiocesi dell’Aquila, come parte di un più ampio progetto approvato dal programma Restart.


L’evento ha rappresentato un esempio concreto di come la valorizzazione del patrimonio non possa ridursi alla sola narrazione storica, ma debba fondarsi su una visione integrata fatta di conoscenza, accessibilità, cura materiale dei luoghi e partecipazione della comunità.
Il programma della giornata ha proposto sessioni di visite guidate all’Area Archeologica, curate dall’Archeologa Alberta Martellone, arricchite da raffinati intermezzi di lettura di testi di autori latini affidati a Valeria Bafile con l’accompagnamento musicale di Diego Coia, capace di amplificare il dialogo tra memoria, paesaggio e ascolto. A queste si sono aggiunte altre sessioni di visite guidate all’ex cattedrale di San Massimo, condotte da Gianluigi Nevoso, studente di storia dell’arte e archeologia presso l’Università degli Studi dell’Aquila.
Ma uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa riguarda ciò che ha reso possibile l’evento stesso, ben prima dell’apertura al pubblico. L’associazione S.A.T.O.R., infatti, si è attivata con determinazione per richiedere al Comune e agli enti preposti lo sfalcio delle erbacce e si è occupata in prima persona delle pulizie dell’area dell’ex Cattedrale di San Massimo, con l’obiettivo di permettere ai visitatori di fruire di quegli spazi nelle migliori condizioni possibili e in piena sicurezza.
Un gesto pratico, certo, ma anche fortemente simbolico. Perché in questo intervento non c’è stata soltanto la volontà di rimuovere la vegetazione che aveva invaso e nascosto quei luoghi; c’è stato, soprattutto, il tentativo di sollevare da Forcona anche il più pesante velo dell’incuria e della dimenticanza che per troppo tempo ha coperto questi spazi di straordinario valore storico e identitario. Ripulire, in questo caso, ha significato restituire visibilità, dignità e possibilità di relazione.
Ed è proprio la relazione la parola chiave che meglio interpreta il senso profondo dell’iniziativa. L’evento ha voluto mettere in connessione due luoghi che appartengono allo stesso territorio e che distano appena 200 metri l’uno dall’altro, ma che per lungo tempo non sono stati percepiti come parti di un unico racconto.
La risposta del pubblico è stata incoraggiante. Molte persone hanno partecipato con entusiasmo e curiosità, confermando quanto esista un bisogno autentico di occasioni culturali capaci di coniugare qualità dei contenuti, esperienza diretta dei luoghi e coinvolgimento della comunità. A tutti i partecipanti va il ringraziamento dell’associazione, che ha visto in questa presenza attenta e partecipe il segno più concreto della bontà del lavoro avviato.
Questo appuntamento rappresenta infatti solo il primo di una serie di eventi che si svolgeranno nel corso dell’anno. E l’interesse dimostrato in questa occasione è destinato a diventare uno stimolo decisivo: un incoraggiamento forte a continuare a lavorare, come associazione, nel migliore dei modi, investendo energie, competenze e visione in un percorso di valorizzazione che metta davvero al centro il territorio e la sua memoria.
Ci teniamo a ringraziare: l’ABAP per le province di L’Aquila e Teramo, l’Arcidiocesi dell’Aquila e il Comune dell’Aquila e in particolare il settore territorio e ambiente.

Data di pubblicazione: 24 giugno 2026
Autori: Chiara De Paolis e Anna Cherenkova
